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DIGITALIZZAZIONE PELLICOLE,DIAPOSITIVE,STAMPE

 

Proiettore cinematografico

 

Un proiettore cinematografico è una macchina che proietta, a intervalli regolari di alcuni centesimi di secondo, un fotogramma impresso su una pellicola cinematografica che viene fatta scorrere continuamente, e poi attraverso un obiettivo che mette a fuoco l'immagine risultante su uno schermo.

 

 

Rudimenti di meccanica

Il cuore di ogni proiettore cinematografico è costituito dal meccanismo di avanzamento alternato della pellicola (che può essere una croce di malta o una griffa, ma in alcuni modelli più recenti - prodotti da un'azienda tedesca titolare del brevetto - è sostituito da un motore ausiliario a rotazione intermittente - cosiddetta trazione diretta). Il fotogramma della pellicola (cioè la singola fotografia) viene collocato per un ventiquattresimo di secondo (laddove si adotti la velocità standard di 24 ft/s) davanti ad una lampada che genera un fascio di luce; questo, dopo aver illuminato il fotogramma, transita per un obiettivo il quale ha il compito di indirizzarlo sullo schermo consentendone la messa a fuoco.

Durante il funzionamento del meccanismo di avanzamento intermittente, un altro componente del proiettore (cd. otturatore: a pale o a farfalla) ha il compito di interrompere il fascio di luce onde impedire all'occhio dello spettatore di cogliere il fotogramma durante il suo spostamento.

 

Il trascinamento della pellicola

I bordi di una pellicola cinematografica sono perforati in maniera regolare. Nel formato standard più diffuso, il 35mm, ogni fotogramma ha quattro perforazioni per lato, il formato 16mm ha invece, per ogni fotogramma, due perforazioni per ogni lato oppure due su di un solo lato. Lo scopo di queste perforazioni è quello di consentire l'avanzamento o il trascinamento regolare della pellicola attraverso una serie di rocchetti dentati, collegati ad un motore elettrico grazie ad un sistema di cinghie e di pulegge. Altri rocchetti non motorizzati (rocchetti "folli") servono a impedire che la pellicola scivoli fuori dal suo percorso e si strappi. La pellicola viene avvolta su di una bobina della capacità adeguata per dimensioni e durata del film, detta bobina di svolgimento, posta a monte del proiettore (in genere in alto o posteriormente) e viene raccolta da un'altra bobina uguale, detta bobina d'avvolgimento.

   
 

 

 

Lampi di luce

Il numero di lampi di luce emessi però non è 24 al secondo - come sembrerebbe logico, atteso che la cadenza di proiezione è di 24 fotogrammi per secondo - ma 48: il fenomeno della persistenza delle immagini sulla retina consente all'occhio di non cogliere l'alternanza di buio e di luce solo a partire da circa cinquanta cicli al secondo.

Perciò l'otturatore deve essere costruito in modo da consentire almeno due otturazioni per ogni fotogramma proiettato: ne consegue che ogni due interruzioni del fascio di luce, una serve ad occultare il cambio di fotogramma, ed una ha una mera funzione compensativa onde incrementare la frequenza dei lampi sullo schermo. In questo modo durante una normale proiezione si determinano quarantotto lampi al secondo sullo schermo, valore, questo, abbastanza vicino a quei cinquanta cicli necessari. Con l'avvento di proiettori delle ultime generazioni sono state introdotte anche cadenze multiple, con il raggiungimento di 72 lampi.

   

 

 

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